Chi siamo

Alimentare il Libertà è un progetto dell’associazione ALibertà che ha come obiettivo quello di restituire alla collettività, nello specifico al quartiere Libertà, uno spazio chiuso da anni e renderlo il luogo fisico della memoria storica del quartiere.

Il progetto propone di offrire conoscenze, esperienze, formazione e incontri a tutti i soci.

La proposta prevede la creazione di attività che prevedono interlocutori partecipi, quali:

  • incontri tematici,
  • eventi
  • realizzazione di documenti audiovisivi,
  • laboratori e percorsi di formazione,
  • laboratori di visual storytelling.

Alimentare Libertà si pone, quindi, come un punto di incontro in cui far convergere e attirare il pubblico, uno snodo non solo di competenze intellettuali e pratiche, ma anche di relazioni umane che incidano sulla integrazione delle diverse e complesse marginalità del quartiere, portando ad alimentare una nuova libertà.


COME NASCE L’IDEA

Via Napoli è da sempre una delle principali arterie di accesso alla città di Bari; al numero 49, alle porte del centro cittadino, il piano terra di un palazzo di metà Ottocento ha ospitato la principale bottega alimentare della zona, a iniziare dagli anni ’30 del secolo scorso.
Nel 2001, con l’avvento dei centri commerciali, la bottega ha chiuso i battenti dopo 70 anni di attività commerciale, privando il quartiere del suo contributo sul piano delle relazioni sociali e dell’identità locale.

A 18 anni dalla chiusura, il progetto Alimentare Libertà torna a dare vita a quello spazio e si propone di utilizzarlo come un luogo d’incontro di persone che vogliono attuare uno scambio di sapere e memoria e instaurare la pratica del dialogo e della collaborazione come alternativa alla logica della prevaricazione, del conflitto e dell’interesse del singolo a scapito della comunità

Le propostenascono dalla conoscenza del quartiere non solo nelle sue caratteristiche odierne, ma anche tramite il recupero della sua storia e dall’individuazione delle sue necessità per un futuro più ricco sia economicamente che umanamente.


Si rivolge a tutti gli abitanti del quartiere, autoctoni o stranieri, giovani e agli anziani, a chi ha sempre vissuto e a chi ci si è ritrovato a viverlo di recente, per scelta o per rifugio.